Le allergie - cosa sono e come si curano

L’individuo allergico, quando viene a contatto con determinate sostanze, innocue per altri individui, sviluppa una risposta immunitaria abnorme.
Le sostanze in grado di stimolare la reazione allergica vengono dette allergeni.
L’allergene è infatti considerata una sostanza dotata di potere antigene, cioè tale da provocare la produzione di anticorpi quando entra nell’organismo.

Gli allergeni possono provocare una reazione allergica penetrando nell’organismo secondo diverse modalità:

  • più comunemente per via aerea (come ad esempio le polveri ed i pollini),
  • per via alimentare,
  • per via topica,
  • per via iniettiva

I termini ipersensibilità ed allergia sono  comunemente usati come sinonimi.
Le malattie  allergiche sono malattie atopiche la cui caratteristica è la presenza di una particolare  classe di anticorpi specifici (IgE).
Per atopia si  intende la tendenza ereditaria alla reazione di  ipersensibilità immediata da anticorpi IgE.

Allergia deriva da due parole greche: allos che significa diverso, ergon che significa effetto.
Quando si parla di allergia si intende perciò la reattività spontanea ed esagerata dell’organismo del soggetto allergico a particolari sostanze, che risultano invece innocue nell’80% della popolazione.

La prevalenza delle allergie è in aumento probabilmente per l’inquinamento, per lo stile di vita occidentale;
Ormai circa il 20-40% della popolazione generale (ovvero 2-4 persone su 10) ha una probabilità di  avere un’allergia;
Ovviamente la prevalenza cambia a seconda della fascia d’età, del sesso ecc…

Causa Genetica

L’allergia è una malattia influenzata da fattori genetici. Non è però l’antigene che viene ereditato, ma solo la generica predisposizione. In altre parole un genitore allergico, ad esempio, al polline potrà avere figli allergici ad acari e nipoti allergici a pelo animale, e così via.
Le allergie derivano da alterazioni poligeniche su diversi cromosomi del DNA .
Si suppone che alcuni di questi siano anche regolatori dell’asma, in entrambi i casi si ha come sintomo l’ipereattività bronchiale. Inoltre spesso queste alterazioni genetiche portano all’iperproduzione di immunoglobuline IgE , il che è ciò che avviene con l’ipersensibilità immediata (tipo I).
La probabilità di sviluppare una allergia IgE-mediata in un bambino in cui entrambi i genitori siano atopici si aggira intorno al 40-60%, con nessun genitore atopico si riduce al 5-10%. Il rischio di sviluppare un’allergia aumenta quindi all’aumentare del numero dei parenti affetti dalla patologia.
La malattia “allergia” diventa manifesta quando si altera l’equilibrio individuale tra predisposizione ed esposizione

Fattori Ambientali

Esistono poi ovviamente dei fattori ambientali che probabilmente fanno aumentare il numero di soggetti allergici. Tra questi vi sono sicuramente l’uso di antibiotici in età infantile, l’eccesso di igiene e lo stile di vita occidentale. Viene favorita così l’insorgenza di atopia e quindi di allergie.

“Hygiene Hypothesis”

Una recente teoria, denominata “Hygiene Hypothesis“, indica nell’eccesso di igiene una delle cause che favoriscono l’insorgere dell’allergia. È dimostrato infatti che un ambiente (o cibo) eccessivamente “sterilizzato” non è salutare per il sistema immunitario che diviene più sensibile allo sviluppo di allergie.

Fra le varie osservazioni che avvallano tale ipotesi si è rilevato che nei bambini che vivono in ambiente rurale o che hanno un gatto in casa (nei primi due anni di vita), la probabilità di allergia si riduce in modo significativo.
Nei paesi occidentali il precoce utilizzo di antibiotici nei bambini, l’ampio utilizzo di additivi chimici negli alimenti e la loro sterilizzazione, sembrano ritardare lo sviluppo della flora batterica con conseguente insuffciente produzione di sostanze batteriche che inibiscono la produzione di proteine allergizzanti.
Tra le infezioni respiratorie, quella che certamente offre maggiore predisposizione all’atopia in età pre-scolare o scolare, è la bronchiolite da Virus Respiratorio Sinciziale  che infatti stimola la produzione di proteine sensibilizzanti.
Si può dire quindi che siano più colpiti da allergie coloro che:

  • Appartengono a ceti agiati.
  • Sono figli unici
  • Vivono in aree urbane o inquinate

Un ruolo importante è dato dal  mantenimento di standard igienici elevati

Gli allergeni sono di 4 tipi:

  • Da inalazione
  • Da ingestione
  • Da iniezione
  • Occupazionali

Allergeni da inalazione

  • Pollini di erbe (Graminacee, Composite, Parietaria)
  • Pollini di alberi (Betulla, Olivo, Cipresso)
  • Acari del genere Dermatophagoides e minori
  • Derivati epidermici di animali domestici (gatto e cane)
  • Spore fungine (Alternaria, Aspergillus, Cladosporium)

Allergeni da ingestione

  • Latte e derivati
  • Frumento
  • Uovo
  • Pesce
  • Cipolla, aglio
  • Pomodoro
  • Noci e semi
  • altri…

Allergeni da iniezione

  • Veleno di insetti (> shock anafilattico!)
  • Sieri eterologhi
  • Ormoni estrattivi
  • Vitamine

Allergeni occupazionali

  • Sostanze chimiche e metalli (platino, nickel, alluminio)
  • Farmaci (penicilline, cefalosporine, tetracicline)
  • Proteine animali (forfora, piume)
  • Enzimi
  • Proteine vegetali

Manifestazioni

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LA RINITE E LA CONGIUNTIVITE SONO SPESSO ASSOCIATE

“Rinite”

È la patologia allergica più frequente. È una malattia infiammatoria cronica IgE mediata della mucosa nasale.

È spesso sottovalutata, perché non la si considera come una vera e propria malattia, anche se le forme più gravi possono peggiorare la qualità di vita dei pazienti (prevalentemente limitare le possibilità lavorative del paziente).

Sintomi della Rinite

  • Starnutazioni
  • Prurito nasale
  • Rinorrea
  • Congestione nasale

È un’infiammazione dovuta al contatto con allergeni specifici soprattutto inalanti. La rinite si presenta raramente da sola, poichè si associa spesso a:

  • Congiuntivite ž rinocongiuntivite
  • Sinusitež rinosinusite (interessamento anche dei seni paranasali)
  • Faringite
  • Asma bronchiale ž associazione più importante anche in termini di prognosi/terapia

Gli Acari

Gli acari della polvere sono visibili solo al microscopio. Si sviluppano in modo ottimale a 25°C e a condizioni di umidità relativa dell’80%.
Si nutrono di forfora umana (materassi e cuscini). Un uomo adulto libera ogni giorno 1g di forfora mentre bastano solo alcune decine di mg di forfora per permettere la crescita di migliaia di acari per un mese.

Non vivono sopra i 1500 mt di altitudine. Le loro feci di materiale proteico possono essere allergizzanti anche per 40 anni.

“Asma”

Malattia caratterizzata da aumentata responsività della trachea e dei bronchi a vari stimoli, che si manifesta con un’ostruzione delle vie aeree, reversibile spontaneamente o dopo trattamento.

L’asma è:

  • Una delle malattie più frequenti dell’infanzia, ma molto presente anche negli adulti
  • Tende a ridursi nell’adolescenza e nella giovane età
  • Aumenta oltre i 40 anni
  • Il sesso maschile è più colpito con un rapporto di 2/1 soprattutto nell’infanzia. Poi questo rapporto tende a ridursi, ma rimane sempre a favore del sesso maschile

Patogenesi

La broncostrizione dell’asma allergica è data dall’interazione tra antigeni inalati ed IgE specifiche adese ai basofili circolanti ed ai mastociti che rivestono la parete tracheo-bronchiale (con il rilascio di diversi mediatori tra cui l’istamina).

L’asma si classifica in base alle cause in:

  • Asma Estrinseco allergico, in cui è possibile individuare l’agente causale
  • Asma Intrinseco non allergico, in cui non è possibile individuare l’agente causale
  • Asma da Esercizio Fisico o da Sforzo
  • Asma da Aspirina

Sintomi

  • Tosse
  • Dispnea
  • Fischi
  • Sibili

Diagnosi

  • Skin prick test
  • Dosaggio IgE totali (PRIST) e specifiche (RAST)
  • Spirometria
  • Test di provocazione bronchiale
  • - test di provocazione specifica nasale e/o congiuntivale

“Allergie Alimentari”

E’ più frequente nel primo anno di vita (2-5%), scende a valori tra lo 0,1-0,4% nell’età adulta in cui prevalgono invece i vari quadri clinici dell’intolleranza.

  • Allergia a patogenesi immunologica
  • Intolleranza a patogenesi non immunologica: farmacologica, tossica, metabolica.
  • Prevalenza: 1-2% negli adulti, 8% bambini inferiori a 6 anni di età
  • La prevalenza dipende dalla localizzazione geografica.

Allergeni alimentai

  • Latte e derivati (caseina e lattoglobulina)
  • Soia
  • Uovo (ovalbumina e ovomucoide)
  • Grano

che scompaiono frequentemente con la crescita e:

  • Pesce
  • Crostacei
  • Noci e arachidi

che persistono nel tempo

Clinica

  1. Manifestazioni cutanee
    • Sono le più frequentiàorticaria, angioedema, dermatite atopica riacutizzata (dd con dermatite erpetiforme nel pz celiaco).
    • Frequentemente reazioni IgE mediate
    • Compaiono entro un’ora dopo l’ingestione dell’allergene
  2. Manifestazioni GI
    • Sindrome orale allergica (SOA) spesso associata a rinite allergica stagionale: CROSS REATTIVITA’
    • Gastropatie eosinofile
  3. Manifestazioni respiratorie
    • Edema laringeoàpericolo di vita
  4. Shock anafilattico

Diagnosi e Terapia

Diagnosi:

  • Skin Prick test
  • Dosaggio IgE specifiche.
  • Importante la diagnosi differenziale tra le allergie alimentari e l’ intolleranza al lattosio (Breath test), il morbo celiaco, la sindrome del colon irritabile

Per valutare le allergie alimentari il gold standard non è dato né da i test cutanei né dalle IgE, ma è il test di provocazione orale in doppio cieco; in pratica si dà l’alimento in concentrazioni molto basse senza che lo sappia il paziente e senza che lo sappia neanche il medico e si valuta la reazione. Sono dei test che vanno eseguiti in regime ospedaliero, quindi di ricovero o di day hospital. Questo test di provocazione viene effettuato anche per alcuni farmaci (che non possono essere testati né in vivo né in vitro), secondo le vie di somministrazione del farmaco (x os, iv, ecc) .

Terapia:

eliminazione della fonte allergenica dalla dietaà può portare a gravi deficit nutrizionali e ad importanti limitazioni nella vita di tutti i giorni